Rassegna stampa 1 ottobre: la sentenza di condanna a Mimmo Lucano e la crisi del centro-destra

La tensione nel centro-destra prima delle amministrative del weekend e la sentenza di condanna per l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Sono questi gli argomenti più presenti sulle aperture dei quotidiani di venerdì 1 ottobre. “Una sentenza agita i partiti”, il titolo del Corriere della Sera: il riferimento va ai 13 anni inflitti al tre volte amministratore del comune calabrese per irregolarità nella gestione dei migranti. Il provvedimento ha scatenato molteplici reazioni, molte le accuse di politicizzazione del processo. Repubblica e La Stampa riportano due virgolettati di Lucano: “Condanna che mi ferisce per sempre”, “Io, trattato come un mafioso”. Il Manifesto a caratteri cubitali: “Ingiustizia è fatta”. Non ci va liscio nemmeno Domani: “In Italia accogliere migranti è più grave che essere mafiosi”. Di tutt’altro tenore l’apertura del Giornale: “Buonismo criminale”.

Toni forti anche per quanto riguarda la crisi nella Lega dopo il caso Morisi e anche nel centro-destra in generale. Non usa mezzi termini Il Fatto Quotidiano: “Salvini radioattivo, non lo vuole nessuno”. Il giornale romano si riferisce sia alle parole pronunciate da Silvio Berlusconi: “Lui o Meloni premier? Non scherziamo”, che all’abbandono dell’evento elettorale milanese a sostegno di Luca Bernardo prima dell’arrivo di Giorgia Meloni. Anche Repubblica rincara la dose: “La destra in crisi di nervi”. Libero tende invece una mano a Matteo Salvini: “Caso Morisi, così lo hanno incastrato”.

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